“Questo è solo l’inizio, abbiamo in cantiere grandi novità”, dice smorzando a malapena l’entusiasmo Pietro Del Grosso di Tecnozenith. E dire che il palazzo alle sue spalle, in via Cittadella 19 a Pinerolo, di novità dietro la sua facciata ne presenta già tantissime. Il segreto del primo condominio autoconsumatore collettivo d’Italia sta innanzitutto sul tetto, dove un impianto fotovoltaico da 20 kW e un impianto solare termico garantiscono energia elettrica e riscaldamento/raffrescamento per il 90% del fabbisogno delle venti famiglie che lo abitano.
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La facciata ha un sistema di isolamento termico per favorire la ventilazione e la regolazione termica così da consentire l’uso di gas o luce elettrica prelevati dalle reti in minima parte e soltanto in caso di picchi estremi di freddo. L’autoconsumo è poi assicurato da batterie da 13 kWh e per evitare sprechi ogni appartamento è dotato di un quadro di controllo per decidere quando, dove e come riscaldare o raffrescare la casa. Alberto Aimar, uno degli inquilini, ci fa entrare nel suo appartamento. Sono da poco passate le 14 e c’è caldo, ma la temperatura è gradevole, nessun ronzio di condizionatore: “Sente come si sta bene? L’aria è proprio diversa e in pratica è sempre così, che fuoti sia caldissimo o freddo. Regoliamo la temperatura grazie a questo pannello” dice Aimar portandoci in un locale di servizio, dove un quadro elettrico e uno schermo sono il cuore delle automazioni e tecnologie della domotica, per gestire da remoto tutti gli apparecchi di casa.
Lo schermo però non parte, ma senza fare una piega l’inquilino telefona al centro di controllo: la risposta è immediata, una voce amichevole fornisce un paio di indicazioni e sul display appare la piantina della casa. “I miei figli non avrebbero avuto neanche bisogno di chiamare – sorride Aimar – ma anche io, che con i miei 63 anni non sono un nativo digitale, ho imparato subito a gestire le impostazioni. È facile e poi loro rispondono 24 ore su 24”.
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“Loro” sono il servizio clienti di Tecnozenith, che ha realizzato l‘intervento di efficientamento energetico del condominio nell’ambito del progetto Energheia, in joint venture con la società pubblica Acea Energie Nuove e la collaborazione dell‘Energy Center del Politecnico di Torino. Stupisce il ruolo di Acea Energie Nuove, azienda del territorio di proprietà dei Comuni, per la fornitura di elettricità e gas. Non è un paradosso che un venditore di energia spinga i consumatori a non comprarla? “No, se non vuole chiudere l’azienda, perché è ineluttabile che il futuro è nella riduzione delle fonti fossili – risponde Francesco Carcioffo, amministratore unico di Acea Energie Nuove – la nostra visione è di aiutare la transizione ecologica mettendoci in questo mercato. Abbiamo avuto la fortuna di trovare un’impresa già all’avanguardia come Tecnozenith e il sostegno dell’Energy Center del Politecnico di Torino. Con la nascita di Energheia, che fornisce il servizio di efficientamento energetico degli edifici civili, il condominio di via Cittadella è solo il primo passo”.
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In attesa delle “grandi novità” di Del Grosso, infatti, un anno dopo la nascita del primo condominio sono stati inaugurati altri 20 comunità energetiche condominiali, che si trovano a Torino, Pinerolo, Racconigi, Moretta e Cavour.