Le calzature antinfortunistiche utilizzate dai portalettere diventano piastrelle antitrauma per le aree giochi dedicate ai bambini. Si chiama “Scarpa vecchia fa buon gioco” il progetto di Poste Italiane che restituisce nuova vita a materiali altrimenti destinate a finire nei rifiuti.
Data l’enorme mole di scarpe dismesse ogni anno dai portalettere, perché rotte, sformate o inutilizzabili, sei dipendenti si sono chiesti in che modo avrebbero potuto smaltirle nel rispetto dell’ambiente. Da questo problema, ma soprattutto dal desiderio di trovare una soluzione innovativa e definitiva, nel 2023 è nata l’iniziativa.
“I vincitori del contest – spiega Antonio De Grandis di Poste Italiane – hanno pensato di dare una seconda vita green a decine di migliaia di calzature dei portalettere, periodicamente sostituite dall’azienda a causa dell’usura. Il progetto, nato in un percorso creativo bottom-up, ha modificato il processo di smaltimento delle scarpe da lavoro”. È stato calcolato che per 5.500 chilogrammi di calzature saranno realizzati 50 metri quadri di pavimentazione. Le prime piastrelle sono state installate negli asili di Roma e Bologna.

“Ogni anno – sottolinea De Grandis – sostituiamo circa 25.000 paia di scarpe, che ora, a parità di costi, non finiscono più in discarica ma vengono riciclate per produrre pavimentazione anti-trauma per le aree giochi dei bambini nei nostri asili aziendali di Roma e Bologna. Grazie a questo, recuperiamo circa 21 tonnellate di rifiuti all’anno, risparmiamo 60 tonnellate di CO2 e realizziamo circa 225 metri quadrati di pavimento ogni anno“.
Passare dalla teoria alla pratica non è mai semplice, ma in questo caso tutti i livelli della struttura logistica di Poste Italiane hanno sostenuto l’iniziativa. Con l’aiuto della divisione finanziaria, è stato trovato il finanziamento necessario, e successivamente è stata avviata la contrattualizzazione di un’azienda per la trasformazione delle scarpe.

“Una volta deciso – continua De Grandis – di implementare il progetto, siamo passati all’organizzazione del recupero delle scarpe e parallelamente alla comunicazione con i colleghi, spiegando loro come Poste Italiane avrebbe riutilizzato le vecchie scarpe. La raccolta avviene in tutta Italia, coinvolgendo tutti i Centri Logistici e di Recapito. Le scarpe vengono raccolte in sacchi e inviate al Centro di Smistamento di Ancona, dove vengono verificate prima di essere trasferite alla ditta incaricata della trasformazione. L’entusiasmo e l’impegno di tutti i colleghi sono stati fondamentali per organizzare una raccolta così mirata all’interno della vasta logistica di Poste Italiane. Il loro coinvolgimento nella consegna delle scarpe e nel successo del progetto è stato un valore aggiunto”.
Le altre proposte inviate al contest sono state numerose e molto diverse tra loro, coprendo vari ambiti e offrendo soluzioni ecologiche. Dopo una prima fase di approfondimento, circa 200 sono state selezionate e sottoposte al voto dei colleghi e alla valutazione di una giuria composta da oltre 60 esperti, sia interni che esterni al Gruppo, che ha individuato le soluzioni più innovative e coerenti con la strategia aziendale. I progetti si sono sviluppati attorno agli otto pilastri della strategia di sostenibilità di Poste Italiane: integrità e trasparenza, valorizzazione delle persone, diversità e inclusione, sostegno al territorio, customer experience, transizione green, finanza sostenibile. La partecipazione collettiva al contest è stata fondamentale e questo spirito collaborativo non si ferma qui: l’azienda vuole continuare a dare un esempio di come piccoli cambiamenti, come il progetto vincitore del contest, possano avere un impatto positivo sull’ambiente e sulla comunità.

“L’obiettivo ora – conclude De Grandis – è ampliare il progetto al riciclo di caschi, guanti e, possibilmente, borse da portalettere e sacchi, da cui si potrebbero ricavare pannelli per insonorizzazione. Vogliamo dimostrare che, modificando il trattamento dei materiali che già utilizziamo, e applicando idee green semplici, possiamo fare del bene alla comunità e all’ambiente. La sfida per il futuro è trovare nuovi strumenti utilizzati in Poste Italiane che possano avere una vita più lunga, ben oltre la loro funzione originale. Speriamo anche di alimentare idee che possano dare un contributo concreto all’ambiente e alla società”.